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Fondali di Stalettì, recuperati rifiuti di ogni tipo in mare: anche pneumatici, elettrodomestici e microplastiche

Redazione
30 giu
Tempo di lettura: 2 min

Operazione di pulizia nei siti Natura 2000 “Fondali di Stalettì” e Oasi di Scolacium. Legambiente: «Il mare usato come discarica, servono prevenzione e controlli»

Un tavolo da giardino in plastica, un gavitello ormai inutilizzabile, quattro pneumatici – tra cui una ruota di camion – ma anche parti di frigoriferi, biciclette, tubazioni, metalli, cordame e frammenti di vetroresina. È il bilancio del materiale recuperato nei fondali del sito Natura 2000 “Fondali di Stalettì” e dell’Oasi di Scolacium, nel Catanzarese.

L’intervento è stato realizzato nell’ambito del progetto “Acqua Azzurra: fondali e spiagge da proteggere”, promosso da Legambiente Calabria Aps e finanziato dalla Regione Calabria, con il coinvolgimento dei sub dell’associazione A.I.S.A., tecnici specializzati e cittadini.

Tra i rifiuti recuperati, i copertoni rappresentano una presenza ricorrente. Secondo Legambiente, spesso vengono utilizzati come parabordi dalle imbarcazioni da pesca e, una volta deteriorati o dispersi, finiscono per trasformarsi in rifiuti marini difficili da degradare.

Accanto alle attività subacquee, la pulizia della spiaggia dell’Oasi di Scolacium ha permesso di raccogliere e catalogare un’ampia quantità di materiali, evidenziando l’impatto dell’inquinamento marino e degli eventi meteorologici estremi che colpiscono le coste calabresi.

Nel dettaglio, tra i rifiuti rinvenuti figurano microplastiche, cotton fioc, bottiglie, polistirolo, materiali edili, cartucce, una coffa, un albero di Natale in plastica, il sellino di un motorino, una gamba di una bambola, un flacone di smalto e persino siringhe, oltre a numerosi altri oggetti trasportati dalle mareggiate o abbandonati in mare.

Particolarmente significativa, sottolinea Legambiente, anche la presenza di materiali da costruzione come mattoni, piastrelle, ferro e calcinacci, segnale di un utilizzo improprio del mare come luogo di smaltimento.

Tutti i rifiuti recuperati sono stati avviati allo smaltimento grazie alla collaborazione dei Comuni di Stalettì e Squillace e delle aziende incaricate del servizio.

«Questi interventi dimostrano quanto sia ancora necessario agire per liberare fondali e spiagge dai rifiuti accumulati negli anni», ha dichiarato Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria. «Colpisce la quantità e la varietà degli oggetti recuperati, ma il dato più allarmante resta la presenza diffusa di microplastiche, una delle principali minacce per gli ecosistemi marini, ancora più grave nelle aree protette. Serve un impegno costante di prevenzione che coinvolga istituzioni, cittadini e operatori economici».

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