Da rifugiato a cittadino italiano: Badolato celebra la storia di integrazione di Muneeb Shahzad
Dopo 14 anni di attesa e sacrifici, il 38enne originario del Pakistan ha ottenuto la cittadinanza italiana. Oggi lavora, aiuta altri migranti e ringrazia la comunità che lo ha accolto.

Una storia di speranza, integrazione e riscatto che si conclude con il riconoscimento della cittadinanza italiana. È quella di Muneeb Shahzad, 38 anni, originario del Pakistan, che oggi a Badolato ha ricevuto ufficialmente la cittadinanza dopo un percorso iniziato quattordici anni fa.
«Sono orgoglioso di essere badolatese e vostro concittadino, sono orgoglioso di essere italiano», ha dichiarato durante la cerimonia, visibilmente emozionato.
Muneeb è arrivato in Calabria nel 2014 ed è stato accolto nel progetto Sprar/Sai di Badolato, uno dei borghi simbolo dell'accoglienza insieme a Riace. Qui ha completato il suo percorso di integrazione, conseguendo la patente di guida, formando le proprie competenze professionali e costruendo una nuova vita.
Da quattro anni lavora stabilmente in una pizzeria di Soverato, raggiungendo autonomia economica e conquistando la fiducia della comunità locale. Con il suo lavoro continua inoltre a sostenere la famiglia rimasta in Pakistan.
Il percorso verso la cittadinanza non è stato semplice. Dopo la richiesta di protezione internazionale presentata nel 2014, sono arrivati diversi rigetti da parte delle autorità competenti. Nonostante le difficoltà burocratiche e i ricorsi respinti, Muneeb non ha mai smesso di credere nella possibilità di costruire il proprio futuro in Italia.
Determinante è stata la rivalutazione della sua posizione che gli ha consentito di ottenere prima la protezione umanitaria, poi il permesso di soggiorno di lungo periodo e infine la cittadinanza italiana.
Nel frattempo, il 38enne ha scelto di restituire quanto ricevuto. Oltre al lavoro, infatti, opera come mediatore culturale nei progetti di accoglienza del territorio e collabora nell'assistenza ai cittadini stranieri per le pratiche amministrative e i percorsi di integrazione.
«Oggi non ricevo solo un documento – ha affermato Muneeb – ma vedo compiersi un lungo e paziente viaggio iniziato quattordici anni fa. All'inizio cercavo soltanto un futuro, oggi grazie a questa terra ho trovato una vera casa».









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