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Processo Hydra, il Tribunale decide: il procedimento resta a Milano

Redazione
18 giu
Tempo di lettura: 2 min

Respinta l'eccezione delle difese sulla competenza territoriale. Al via l'istruttoria con quasi 500 testimoni richiesti dall'accusa

Resterà a Milano il processo Hydra, la maxi inchiesta della Direzione distrettuale antimafia che ipotizza l'esistenza di un'alleanza tra 'ndrangheta, camorra e cosa nostra operante in Lombardia. Lo ha stabilito l'ottava sezione penale del Tribunale di Milano, che ha respinto l'eccezione sollevata dalle difese di alcuni imputati sulla competenza territoriale del procedimento.

Secondo i legali, il primo atto costitutivo della presunta associazione mafiosa sarebbe avvenuto nel marzo del 2021 a Dairago, comune rientrante nella competenza del Tribunale di Busto Arsizio. Una tesi che non ha convinto il collegio giudicante, presieduto da Maria Luisa Balzarotti, affiancata dai giudici Maria Lilia Speretta e Giulio Fanales.

I magistrati hanno infatti condiviso l'impostazione della Procura, secondo la quale il primo incontro ritenuto decisivo per la nascita del presunto consorzio criminale si sarebbe svolto nel giugno del 2020 in un ristorante di Inveruno, nel Milanese. Una circostanza che mantiene quindi la competenza del procedimento nel capoluogo lombardo.

Il processo coinvolge complessivamente 45 imputati e rappresenta uno dei più importanti procedimenti giudiziari degli ultimi anni in materia di criminalità organizzata nel Nord Italia.

Nel corso dell'udienza il Tribunale ha rigettato quasi tutte le eccezioni preliminari presentate dalle difese. I giudici hanno inoltre escluso, per tardività della richiesta, la costituzione di parte civile dei Comuni di Abbiategrasso e Busto Arsizio.

È stata invece stralciata la posizione di uno degli imputati, per il quale è stata pronunciata sentenza di non doversi procedere. L'uomo era già stato giudicato lo scorso anno a Cosenza per gli stessi reati contestati nel procedimento Hydra.

Con la decisione sulla competenza territoriale, il Tribunale ha dichiarato aperta l'istruttoria dibattimentale. I pubblici ministeri della Dda di Milano, Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane, hanno illustrato l'impianto accusatorio e il vasto programma probatorio che intendono portare in aula. Presente in aula anche il procuratore di Milano, Marcello Viola.

L'accusa ha annunciato una fase dibattimentale particolarmente complessa, con la richiesta di escutere 484 persone tra investigatori, collaboratori di giustizia e testimoni provenienti da diversi procedimenti antimafia confluiti nell'inchiesta.

Secondo la Procura, il processo dovrà dimostrare non solo l'esistenza di una struttura criminale comune tra le principali organizzazioni mafiose italiane operante in Lombardia, ma anche che tale sistema non si sarebbe limitato alle infiltrazioni economiche. Gli inquirenti contestano infatti episodi di estorsione, intimidazione e altri gravi reati, fino a un presunto caso di "lupara bianca".

Tra i collaboratori di giustizia che potrebbero essere ascoltati figura anche Emanuele De Castro, considerato dagli investigatori uno dei soggetti le cui dichiarazioni hanno contribuito all'avvio dell'indagine Hydra. L'istruttoria si preannuncia quindi lunga e articolata, destinata a rappresentare uno dei passaggi giudiziari più significativi nella lotta alle infiltrazioni mafiose nel Nord del Paese.

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