top of page

Strage di Cutro, al processo la testimonianza dell'ufficiale della Guardia Costiera: «Frontex segnalò solo il caicco diretto verso la costa»

Redazione
30 giu
Tempo di lettura: 2 min

Il capitano di fregata Gianluca D'Agostino ricostruisce le comunicazioni della notte del naufragio. Contestate le dichiarazioni del direttore di Frontex sul numero di persone a bordo

Prosegue davanti al Tribunale di Crotone il processo sui presunti ritardi nei soccorsi al caicco Summer Love, il cui naufragio, avvenuto nella notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023 davanti alle coste di Steccato di Cutro, provocò la morte di 94 persone.

Nel corso dell'udienza ha testimoniato il capitano di fregata Gianluca D'Agostino, all'epoca capo dell'Italian Maritime Rescue Coordination Center (Imrcc), ricostruendo le informazioni disponibili nelle ore precedenti alla tragedia.

«L'aereo di Frontex quella notte aveva avvistato una decina di imbarcazioni, ma segnalò soltanto il caicco perché stava facendo rotta verso terra. Era stata intercettata anche una telefonata diretta in Turchia e sotto coperta erano presenti altre persone», ha dichiarato l'ufficiale.

Nel corso dell'esame, D'Agostino ha affrontato anche il tema delle informazioni trasmesse da Frontex, ribadendo di avere condiviso la valutazione dell'International Coordination Centre, secondo cui non vi erano elementi sufficienti per classificare l'evento come un'operazione di ricerca e soccorso (Sar).

L'ufficiale ha inoltre contestato le dichiarazioni rese dal direttore di Frontex, Hans Leijtens, davanti alla commissione Libe del Parlamento europeo, secondo il quale sull'imbarcazione erano chiaramente visibili numerose persone sotto coperta.

«Il direttore di Frontex è un poliziotto, ma quella affermazione è eccessiva. Non si trattava di una situazione Sar. Se ci fosse stato chiesto un intervento a supporto della Guardia di Finanza, saremmo usciti in mare sotto il suo coordinamento», ha affermato.

D'Agostino ha ricordato che, pur navigando senza il sistema di identificazione automatica (Ais) attivo, senza bandiera visibile e con una significativa risposta termica, il caicco era stato indicato da Frontex come una "possible migrant vessel". Secondo il testimone, tuttavia, il riferimento ai migranti compariva soltanto in un errore di trascrizione e il calore rilevato dai sensori non consentiva di stabilire con certezza quante persone fossero a bordo.

Infine, l'ufficiale ha riferito anche della riunione convocata al Ministero dell'Interno dopo il naufragio. In quell'occasione, ha spiegato, venne a conoscenza che l'unità navale della Guardia di Finanza era rientrata nel porto di Crotone, in una posizione diversa rispetto a quella nella quale si riteneva dovesse trovarsi durante le operazioni.

Il processo prosegue per accertare eventuali responsabilità nella gestione dei soccorsi che precedettero uno dei più gravi naufragi di migranti avvenuti nel Mediterraneo negli ultimi anni.

Commenti


Ultime notizie

La tua fonte di notizie quotidiane, con aggiornamenti costanti su cronaca, politica e attualità.

  • Instagram
  • Facebook
  • Twitter

CalabriaOggi.info è un progetto editoriale indipendente che si occupa di informazione e approfondimento su fatti di attualità.

I contenuti sono pubblicati a fini informativi e divulgativi.

bottom of page