Vicenza, incendio doloso al bar-tabaccheria per l’assicurazione: cinque arresti
Indagine di Squadra Mobile e Guardia di Finanza: coinvolti anche complici calabresi. Contestati incendio aggravato e frode assicurativa

Cinque persone sono state arrestate dalla Squadra Mobile e dalla Guardia di Finanza di Vicenza, con il coordinamento dello SCO della Polizia di Stato, nell’ambito di un’indagine su due incendi dolosi avvenuti in un bar-tabaccheria della città berica, che secondo gli inquirenti sarebbero stati appiccati per ottenere indebiti risarcimenti assicurativi.
Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di incendio aggravato continuato, violazione di sigilli e fraudolento danneggiamento di beni assicurati. L’ordinanza è stata emessa dal Tribunale di Vicenza.
L’attività investigativa ha ricostruito una serie di episodi sospetti avvenuti nell’esercizio commerciale, situato al piano terra di un edificio condominiale. Fin dalle prime fasi, gli investigatori avevano rilevato l’assenza di segni di effrazione agli accessi del locale, elemento che ha contribuito ad orientare le indagini verso l’ipotesi di un incendio doloso.
Successivamente, l’11 novembre 2025, era stata denunciata un’intrusione nei locali con la violazione dei sigilli apposti a seguito di un sequestro probatorio disposto dalla Procura. Un ulteriore incendio si era poi verificato nella notte tra il 27 e il 28 gennaio 2026 negli stessi ambienti.
Le indagini hanno consentito di attribuire la responsabilità degli episodi al gestore dell’attività e a un suo nipote, che si sarebbero avvalsi della collaborazione di tre complici provenienti dalla provincia di Reggio Calabria. Secondo gli investigatori, questi ultimi avrebbero materialmente appiccato le fiamme con l’obiettivo di consentire la riscossione dei risarcimenti assicurativi.
Determinanti, ai fini dell’inchiesta, l’analisi dei tabulati telefonici e dei dati di geolocalizzazione delle celle, che hanno permesso di collocare i tre presunti esecutori materiali a Vicenza nei giorni dei roghi e di ricostruirne gli spostamenti tra Calabria e Veneto.
In particolare, per uno degli episodi contestati, è stato accertato che i tre sarebbero partiti dall’aeroporto di Lamezia Terme con volo diretto a Milano Malpensa, per poi raggiungere Vicenza in auto poche ore prima dell’incendio e rientrare nuovamente in Lombardia subito dopo i fatti.
Contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari in carcere, sono state effettuate perquisizioni domiciliari sia in Veneto sia in Calabria, anche presso locali riconducibili ad attività commerciali intestate formalmente a terzi.









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